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Chi siamo

L'associazione

A.S.I.A. nasce dall'idea del Presidente Dott. Marco Baroni cardio-pneumologo  esperto in nutrimedicina e prevenzione e del segretario Mauro Favruzzo biologo nutrizionista insieme agli altri soci fondatori e amici : Prof Sandro Amaducci primario pneumolgo,  Dott. Paolo Toniolo oncologo e ginecologo e Dott. Mario Luscia agronomo.

A.S.I.A. (Associazione Scientifica Italiana Alimentazione)
Presentazione e premesse politico-culturali:

Il tema della alimentazione e della nutrizione umana appare sempre più al centro degli sforzi di molti soggetti e ambienti culturali, scientifici, politici ed economici, siano essi istituzioni, comunità scientifiche, lobbies, mondo della comunicazione.

Non è certamente un caso che per il tema dell'Expo e' appunto: “nutrire il pianeta”. !!

In un momento storico caratterizzato da problematiche di immensa portata e totalmente nuove per l'intera popolazione mondiale, la percezione di fondo è quella del disorientamento e del disincanto:

superate da anni le ansie collettive della guerra fredda e trascorsi ormai gli anni del progresso continuo e della pax universale, nuovi fantasmi si presentano all'orizzonte. E se la paura delle guerre di religione (?) e della crisi economica del mondo “occidentale” come dell'invasione di masse di disperati e diseredati da altri mondi nonché dell'inesorabile altra “invasione” commerciale e tecnologica da parte di nazioni solo pochi anni fa ai margini degli imperi economici (Cina, India), rimane il fatto che capire come nutrire 6 miliardi di esseri umani sia il problema prioritario.

Probabilmente ciò deriva da un fatto inequivocabile: tutti dobbiamo mangiare per sopravvivere e se le condizioni lo permettono questo gesto che ci accompagna tutta la vita almeno in qualche occasione deve essere fonte di piacere materiale e “spirituale”. !!

Fino ad alcuni decenni fa, almeno nel vecchio continente, il tema del cibo era nettamente suddiviso in ambiti molto diversi e sostanzialmente non comunicanti tra di loro: la dietologia, la gastronomia, la cucina di casa, il momento dell'acquisto. Non solo, ma il mondo agricolo con i suoi prodotti era nettamente separato dal mondo delle città: i contatti erano sporadici e basati su rapporti ed esperienze personali.

Con l'avvento della modernità questo rapporto è completamente cambiato: grande distribuzione, turismo di massa, proliferazione della rete stradale hanno profondamente modificato lo scenario: ormai il commercio, la conoscenza nonché l'uso di cibi e usanze alimentari diverse dal consueto fanno parte della vita quotidiana di milioni di persone. !!Se si esaminano a grandi linee le tendenze alimentari degli ultimi decenni dopo la seconda guerra mondiale si può osservare come esse siano state profondamente influenzate da fattori di psicologia
di massa e dalla potenza mediatica della pubblicità: dai decenni del “più si mangia (magari carne) meglio si sta” a quelli della “(ri)scoperta dei prodotti tipici”, a quelli del salutismo agli attuali contraddittori anni della crisi ma anche della moda della gastronomia. !!

Viviamo un'epoca strana, a suo modo difficile e contraddittoria: da una parte si va alla ricerca del cibo di nicchia, magari costoso (ne è un esempio nel nostro Paese il fenomeno Eataly) illudendoci così di essere intenditori (da guida!) e al tempo stesso di favorire le produzioni in via di scomparsa e di contribuire alla difesa della terra e del territorio.
Dall'altra continuano le ricerche e le sperimentazioni sui cibi OGM con pareri contrapposti. !
Siamo sensibili al problema della fame nel mondo ma al tempo stesso diventiamo sempre più obesi e proliferano le trasmissioni TV e radiofoniche di cibo, cucina con chef trattati alla stregua di santoni. !

Non passa giorno che non esca un nuovo libro con una dieta innovativa (!) e anche su ogni buon bollettino parrocchiale esiste la rubrica di cibo e benessere. !!Se l'entropia della società con le sue mille sfaccettature sta diventando ingestibile (un tale già alcuni anni fa gridava: “datemi un centro di gravità permanente”!) anche il mondo che fa riferimento al cibo ne è l'espressione. !!Probabilmente questa situazione è sempre esistita: forse già al tempo di Trimalcione. Ma allora i mondi erano veramente separati e impenetrabili tra di loro. Oggi non è più così.

Se come pensano alcuni “osservatori” il mondo dei popoli orientali (in particolare i cinesi) si orienterà verso il consumo di latte, latticini e carne rossa (mentre al contrario da alcuni anni da noi impazza la moda del sushi e del cibo biologico) il panorama diventerà veramente una sorta di babele alimentare. Se già le certezze sono poche ora, fra non molto l'abitante del pianeta terra non saprà cosa e come mangiare.

E tutto ciò si rifletterà non solo sulla vita quotidiana di milioni e milioni di persone, ma, come è facile immaginare, coinvolgerà interessi economici enormi. !!Probabilmente sarà impossibile e forse nemmeno giusto arrivare ad una sorta di dieta universale, di esperanto della tavola: quello che è giusto e necessario sta nel proseguire nella ricerca sul rapporto
tra salute umana- ambiente- nutrizione. !

Un passo gigantesco è stato compiuto pochi anni fa col progetto genoma che ha permesso di iniziare a capire i meccanismi biologici che portano alle variazioni genetiche anche in conseguenza dell'alimentazione.

Siamo ancora ai primi passi ma le prospettive sono concrete: già si parla di nutrigenomica.
Nessuno è attualmente in grado di poter affermare che l'elemento unificante di tutti gli aspetti che gravitano attorno al tema dell'alimentazione possa essere questo.
Sicuramente però l'approccio clinico e comportamentale a ciò con cui ci nutriamo ne verrà fortemente influenzato e migliorato. In sostanza la salute umana e la comprensione delle malattie e dei processi di prevenzione e cura ne ricaverà un netto balzo in avanti. !

Il necessario processo di sintesi richiederà il contributo organico e coerente di vari settori coinvolti a vario titolo e con interessi diversi. In parte ciascuno di questi settori dovrà uscire da una visione puramente opportunistica ed interessata ( il versante produttivo e commerciale) o da anacronistiche posizioni di privilegio culturale (in particolare il mondo scientifico).
Uscire dagli schemi anche comunicativi e organizzativi degli incontri scientifici coinvolgendo anche produttori e mondo commerciale e distributivo non deve essere frutto solo
dell'immaginazione e dello sforzo culturale di pochi ma prassi consolidata.

“Parlare di omocisteina” in un contesto accademico senza tenere conto delle necessità di capire come arrivare nel concreto a cibi che non siano carenti in vitamine del gruppo B o di “arringare la folla” sulla necessità di mangiare 4-5 porzioni di frutta e verdura di colore diverso per evitare le malattie ed invecchiare meglio senza tenere conto che la frutta e la verdura che mangiamo normalmente ben poco hanno di salutare, rischia di essere un discorso senza senso.
Ma non solo. Ciascun settore a seconda delle proprie competenze deve prendersi la responsabilità non solo di fare le cose secondo la legge e onestamente ma di partecipare alla costruzione di un mondo migliore.

Abbiamo tutti fame di cambiamento, solo con un'alleanza efficace tra le varie comunità del cibo e i processi di grande (e piccola) distribuzione sarà possibile modificare radicalmente lo scenario mondiale. !!
E' piuttosto imbarazzante oltre che fonte di chiara confusione metodologica che su un tema di così fondamentale importanza ogni settore, sia esso merceologico, di comunicazione o scientifico si presenti come portatore di verità: oggi persino gli chef parlano di salute a tavola! !

Non intendiamo con la nostra iniziativa rivendicare la centralità della medicina: sarebbe in contraddizione con le nostre tesi, ma appare francamente fuorviante e anche pericoloso lasciare il pallino della “questione cibo” a coloro che devono al massimo occuparsi della piacevolezza di ciò che mangiamo. !!

Del resto da una alimentazione di necessità (ancora purtroppo presente nel nostro pianeta) attraverso il progresso delle tecniche di cottura e di assemblaggio dei cibi si è aperto il grande capitolo della alimentazione di piacere e di benessere, argomento questo quanto mai complesso che sfiora la quadratura del cerchio. !!!
Noi siamo per una alimentazione che prescinda dalle diete e dalle regole generali.

Gli esseri umani hanno il diritto/dovere nella loro vita quotidiana di trovare loro stessi la via a meno di trasformarci in novelli astronauti che del resto al di là delle ipotesi di alcuni decenni fa sulle diete in pillole assumono cibi magari precotti e liofilizzati ma pur sempre piacevoli e simili a quella di una buona trattoria terrestre.!

 
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